DA BRACCIO DI FERRO A PROVOLINO Il fumetto umoristico italiano dimenticato

Erano altri tempi. Nei bar al mare suonavano i jukebox, le città erano invase da cabine telefoniche a gettone, i negozi di musica vendevano dischi a 45 o 33 giri, le partite del campionato di calcio si svolgevano soltanto di domenica. Era un mondo privo di iPhone e tablet, digitale terrestre e TV al plasma e ADSL e playstation…
Ma era anche un mondo nel quale i bambini e i ragazzini leggevano tanto. Le edicole venivano sommerse da una marea di fumetti e, ogni settimana, noi piccoli lettori andavamo ad acquistare l’ultimo numero di Braccio di Ferro o Provolino, di Geppo o Soldino, di Gatto Felix, Trottolino, Chico… Questi giornalini (così erano tassativamente chiamati) videro il loro boom negli anni settata e ottanta. Nacquero numerosissimi, divertenti e pittoreschi personaggi, ognuno protagonista di una propria testata. La domanda era altissima e l’offerta faticava a rispondere…

Quello che hai tra le mani è il primo saggio a trattare in maniera capillare l’argomento. Salvatore Giordano, che ha indagato questa materia anche sul suo seguitissimo blog Retronika, è riuscito – dopo lunghe ricerche e forte anche di un’amicizia con alcuni dei disegnatori originali di quegli anni, quali per esempio Sandro Dossi, Pier Luigi Sangalli e Alberico Motta – ad approfondire non soltanto i personaggi principali, come i già citati Braccio di Ferro, Provolino e Geppo, ma anche ad allargare la sua analisi a fumetti secondari o di nicchia, tipo – per citarne soltanto alcuni – Astor, Polibio, Tarzanetto, Salterello, Saruzzo, Pinocchio… Il tutto condito con aneddoti e riferimenti alla società e al costume dell’epoca, che regalano un quadro ricco, completo e imperdibile di questo fenomeno tutto italiano.

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