Cliff Burton – To love is to die: vita e morte del bassista dei Metallica

Cliff Burton - To love is to die: vita e morte del bassista dei Metallica

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I Metallica, al settimo posto nella classifica dei più venduti di sempre in America, sono artisti consumati, ma non è sempre stato così. Una parte significativa della loro esperienza deriva dal triennio che va dal 1983 al 1986, durante il quale la loro musica, un potente thrash metal, si è evoluto da una dimensione amatoriale ad un livello più sofisticato, quasi progressivo, grazie agli insegnamenti del loro bassista, Cliff Burton.

Burton, nato nel 1962 a San Francisco, ha spinto la band verso nuovi livelli grazie alla sua cultura musicale, alla sua abilità compositiva e ad una tecnica fenomenale. Attraverso tre album – Kill ‘Em All (1983), Ride The Lightining (1985) ed il capolavoro assoluto Master Of Puppets (1986) – il contributo di Burton, derivante da un approccio in grado di unire il punk al classico ha guadagnato, in tutto il mondo, il rispetto dei fan come degli altri bassisti. È stato il primo bassista dai tempi di Geezer Butler dei Black Sabbath ad utilizzare il basso come strumento solista, suonando intricati assoli live basati su fughe classiche fino ad incidere una traccia solista sull’album di debutto dei Metallica.

La sua vita fu breve ma autorevole, la sua morte improvvisa e scioccante. A soli 24 anni è morto quando il tourbus dei Metallica si è ribaltato, per ragioni che non sono ancora state accertate, su una remota strada di montagna svedese, alle prime ore del mattino del 27 settembre 1986: è rimasto schiacciato cadendo dalla sua cuccetta fuori da un finestrino. L’autista, che non è mai stato incriminato, ha dichiarato agli altri membri del gruppo che il bus è scivolato su una lastra di “ghiaccio nero”, innescando l’incidente. Il cantante James Hetfield non gli ha mai creduto e ha spesso espresso pubblicamente i suoi dubbi in merito.

Con la morte di Cliff il periodo più acclamato della storia dei Metallica si concluse. Fecero altri album che portarono a vendite enormi, ma per loro stessa ammissione non spinsero più la loro vena creativa come fecero nei primi quattro anni della loro carriera. Nel 2006 un gruppo di fan dei Metallica celebrò la posa di un monumento dedicato a Cliff sul luogo della sua morte: il culto di Burton cresce anno dopo anno, con bassisti di molti diversi stili, anche al di fuori dell’Heavy Metal, che dichiarano apertamente la sua influenza.

I Cicloni 3 – 224 pagine + 16 di foto a colori

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