Pupi Avati. Il cinema dalle finestre che ridono

“Il volume che vi apprestate a leggere vuole approfondire questo lato oscuro della cinematografia di Pupi Avati, bolognese di nascita con la passione del jazz e dell’esoterismo, che fin dalle prime opere ha espresso dichiaratamente il suo amore per il fantastico e l’irrazionale, sempre presente – anche se in minima parte – anche nelle storie più rassicuranti della sua filmografia. Nel corso della sua carriera, Pupi Avati ha realizzato alcuni tra i film più inquietanti e spaventosi del genere, divenuti negli anni veri e propri oggetti di culto da parte degli appassionati. Luca Servini, insieme ad alcuni tra i più autorevoli saggisti di critica cinematografica, ha analizzato l’altro cinema di Avati, quello più spaventoso ed oscuro, meno conosciuto e meno fortunato, ma profondamente amato dal suo autore: un cinema dalle finestre che ridono…”

LUCA SERVINI. Nato a Milano nel 1974. Montatore e filmaker, dopo aver frequentato la Scuola di Cinema e New Media di Milano ha lavorato nel cinema in veste di aiuto regista e assistente operatore. Firma storica di Nocturno Cinema, negli anni ha collaborato a varie testate di critica cinematografica. Attualmente collabora con InGenere Cinema e Ciao Cinema. È curatore di rassegne cinematografiche e cineforum sul territorio milanese. Ha pubblicato per Le Mani Editore Nero Avati – Visioni dal Set (2010) e Thriller italiano in cento film (2011). Ha collaborato, tra gli altri, ai volumi  Fantasmi d’amore (Lindau, 2011) e Sotto i riflettori di un occhio selvaggio. Sul cinema di Paolo Cavara (PM Edizioni, 2017).

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