Home scary home. Case infestate e dimore maledette nel cinema horror americano dagli anni Sessanta ai Duemila

La casa maledetta, stregata o in qualche modo “paurosa” è un archetipo narrativo che affonda le sue radici in un passato remoto. Non è esclusiva del cinema, ma ne troviamo testimonianza anche in letteratura – basti pensare alle misteriose dimore del gotico ottocentesco – e persino negli Epistolarium Libri di Plinio il Giovane, scritti a cavallo tra il I e il II secolo d.C. Ma qual è il segreto di un tale successo? Una casa stregata suscita sgomento e angoscia in quanto si contrappone a quell’idea di luogo deputato alla sicurezza della persona e in grado di proteggere da ciò che sta fuori. La casa è il luogo per eccellenza in cui trovare riparo da tutte quelle situazioni di timore e di malessere che ognuno di noi affronta nel quotidiano. Proprio in questa contrapposizione risiede l’elemento vincente individuato e sfruttato nel cinema dell’orrore: tramutare qualcosa che è percepito come sicuro e rassicurante – la casa – in qualcosa di subdolo e spaventoso. È così che l’home sweet home della tradizione si trasforma in una home scary home, una dimora insidiosa, terrificante, piena di pericoli e mistero.

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